Cisti dei plessi corioidei

C. Sica, L.L. Mazzarelli, F. Pollio, A. Forte, A. Di Meglio

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Definizione

Le cisti dei plessi corioidei sono cisti di origine neuroectodermica, localizzate solitamente a carico dei ventricoli laterali. Meno frequentemente possono riscontrarsi nel III o IV ventricolo. Sono costituite da liquido cefalo-rachidiano con una piccola quota di detriti cellulari. Ecograficamente appaiono come formazioni tondeggianti od ovalari, completamente transoniche o con fini echi interni; mono o bilaterali con dimensioni comprese tra i 3 ed i 10 mm. Si tratta di un riscontro ecografico molto frequente, con un’incidenza che è compresa tra 0,3% e 3,6% dei feti. Si rendono manifeste quasi esclusivamente nel II trimestre, tra la 14a e la 24a settimana di gestazione. Indipendentemente dalle dimensioni, dalla mono o bilateralità e soprattutto dalla presenza o meno di cromosomopatia, le cisti dei plessi corioidei hanno tendenza alla regressione spontanea. La diagnosi viene fatta in una scansione trasversale della testa a livello dei ventricoli laterali cerebrali.

Note

Si tratta di un reperto molto frequente in feti con cariotipo assolutamente normale.

Secondo alcuni Autori, la presenza di dette cisti non modifica il rischio di trisomia 21.

Secondo altri il rischio viene modificato: è riportato in Letteratura un fattore di correzione che varia da 1,87 a 4,46. L’incidenza delle cisti dei plessi corioidei è del 50% nei feti affetti da Trismomia 18. Pertanto l’indice di correzione è elevato con fattore di correzione che varia, secondo i vari autori, da 7,7 a 25. E’ necessario però sottolineare che solo il 10% di questi feti presentano come unico segno ecografico di sospetto tali cisti; sono infatti costantemente associate ad altre anomalie: IUGR, piede torto, cardiopatia congenita, etc.

Pertanto in presenza di cisti dei plessi corioidei isolate ed in assenza di altri fattori di rischio non è necessario alcun esame invasivo. Lo studio del cariotipo fetale è invece raccomandato:

alle pazienti in cui si associano altri soft markers e/o malformazioni congenite;

alle pazienti con età ³ 35 anni ovvero con test biochimico positivo.

Per tale motivo, al riscontro di cisti dei plessi corioidei, deve seguire un’attenta ecografia per lo studio di tutta l’anatomia fetale, con particolare attenzione alle anomalie che frequentemente si ritrovano nella trisomia 18.

Bibliografia

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