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1)
La sacralità del lavoro e nel lavoro. Infatti così come era felice di apprendere, così era felice nel dare
le Sue conoscenze. Amava studiare: è questo deve essere il primo messaggio di Fabrizio
che deve giungere a Voi e che Voi dovete trasmettere a chi vi sta vicino. Studiava
sempre e trasmetteva il suo sapere agli altri, soprattutto il Suo sapere lo applicava
sul campo sia esso ecografico, sia l’assistenza al parto, sia la sala operatoria.
2)
La
curiosità. Per Fabrizio la vita era divenire e pertanto
non riteneva niente statico, ma era attento alle novità scientifiche. Veniva
da me e dagli altri medici dello staff e comunicava la novità scientifica da introdurre
nel nostro lavoro.
3)
La poliedricità. Voleva migliorare il Suo bagaglio nel campo chirurgico
ed allora si recava dai veri Maestri di Chirurgia per imparare prima e poi trasmettere
le novità della moderna chirurgia, ben sapendo, però, che il vero Ginecologo è colui
che non ha paura in sala parto, che sa operare per via vaginale, che sa quando utilizzare
la via laparotomica e quando la via laparoscopica.
4)
La meticolosità. Se vedete il Suoi editoriali ne riconoscete subito la cura dei particolari,
lo stile grammaticale del giornalista, la capacità di comunicare cose complesse
in modo facilmente accessibile.
Fabrizio aveva tante altre caratteristiche che esulano dal campo
medico e riguardano altri campi: l’educazione, l’allegria e via dicendo.
Fabrizio lascia in me e nel mio staff un grandissimo vuoto, un grandissimo
rammarico per quello che poteva dare a Noi Medici ed alle Pazienti.
La morte non è mai inutile se si lascia una eredità di affetti, la morte non è mai
inutile se il modo di vivere di Chi è oggi morto serve a Chi verrà dopo per emulare
quello stile:
dei 4 punti che sono stati il timbro di vita di Fabrizio invito Voi a riflettere
soprattutto adottare il primo punto la sacralità del lavoro e nel lavoro.
Grazie Fabrizio per averTi conosciuto
Tuo
Nello
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